"Tra il cuore e l'ascella", un cortometraggio in Valturcana

Antonio G. Bortoluzzi e DVD Tra il cuore e l'ascella

 

Io traffico con le parole: servono per mettere in piedi una storia con dei personaggi che si muovono dentro un mondo. Qualcosa che abbia un cuore e magari sia utile a qualcuno: alle volte sono stato fortunato e dal nulla sono comparsi sulla pagina i luoghi, i visi, le voci e aspetti che nemmeno m’immaginavo di voler dire e sono stati scoperti da altri che hanno completato il quadro.
In questo caso è accaduto con il cortometraggio dal titolo “Tra il cuore e l’ascella” del filmaker Eros De Bona che ha voluto trarre da un mio racconto questo bel film di 25 minuti. Il racconto “Tra il cuore e l’ascella” era stato segnalato al Premio letterario Frontiere-Grenzen e pubblicato in antologia nel 2009, a Eros era piaciuto molto perché parlava di un’esperienza di vita anche sua: l’emigrazione.
Dal racconto abbiamo ricavato la sceneggiatura e poi coinvolto conoscenti e amici per provare a fare una cosa grande per noi: il primo film.

La solitudine, la montagna e le presentazioni

Presentazione Paesi alti

Andiamo verso le 80 presentazioni in poco più di due anni dall’uscita di “Paesi alti”.
Dico andiamo perché ci sono delle persone che mi invitano, che fanno il passa parola, mettono energie e tempo per un libro, una serata intorno a un tema o semplicemente per “far qualcosa” per i concittadini, i paesani, gli amici.
Questo incontrarsi di persone mi fa venire in mente la faccenda della solitudine e della montagna.

Se ne parla, se ne scrive e sembrano tutti d’accordo. Magari si ragiona meno sullo spopolamento, sui boschi che assediano gli abitati, o sui piccoli negozi di paese che chiudono. Invece la condizione dell’Uomo solo al cospetto della Natura (e di se stesso) che attraverso la solitudine raggiunge la risposta, il senso, la dimensione, sembra un tema centrale.

A scuola dopo 35 anni, un laboratorio sul racconto breve

collage copertine libri

 

Pensavo che fare un laboratorio supplementare di scrittura sul racconto breve in un liceo, fosse come chiedere a dei muratori, di ritorno la sera dal cantiere, perché non fate un po’ di movimento che vi fa bene alla linea? E quindi trovarmi di fronte a studentesse e studenti con espressioni del tipo: ma sta scherzando? Il tizio vuol parlare di libri e farci anche scrivere un racconto con cui partecipare a un concorso letterario tra diversi licei per il Premio Comisso? Qualcuno gli dica che siamo a maggio e praticamente sfiniti!

E invece nell’aula del liceo Marconi a Conegliano (TV) ho trovato curiosità e attenzione fino all’ultimo, minuto dell’ultimo giorno, dell’ultima storia utile. E ho imparato un po’ di cose dai quei 24 studenti.

"Paesi alti" 70 incontri e la vita fuori dai libri

Paesi alti - Antonio G. Bortoluzzi - 70 incontri

 

Due anni, 70 presentazioni, tanti luoghi e persone per raccontare Paesi alti. E in due anni la vita, fuori dai libri, scorre con ritmi propri; a volte rallenta e altre fugge via come l’acqua scura dei torrenti in piena. E quindi ci sono dei grazie che non si possono più dire a certe persone, perché i testimoni di questo romanzo sono nati in quello che si può considerare ormai un altro mondo: gli anni ’30 del ‘900. E queste persone si stanno congedando da noi. Grazie dal profondo del cuore a chi mi ha regalato la propria memoria di ragazzino: la vita nei prati e con gli animali, il lavoro e la penuria di quegli anni difficili. In particolare ci sono dei quadri dentro Paesi alti, doni dell’oralità, che io ho solo raccolto:

la storia di Fonsìn e del rastrellamento;

Viva i pagot - di Giorgio Roncada

Panorama dell'Alpago

Articolo di Giorgio Roncada pubblicato sul n° 497 del mensile L'Ombra della sinistra Piave, giugno 2016; per gentile concessione.

I bellunesi chiamano a volte bonariamente gli abitanti dell’Alpago “Pagot”, termine che sottolineerebbe una presunta “arretratezza”. Invece sono una spanna sopra tutti, e vi spiego il perché.

L’Alpago è uno dei territori più belli della Provincia ma, soprattutto, è uno dei territori meglio tenuti e curati se non addirittura il meglio tenuto in assoluto. Prati, pascoli e boschi, ma anche paesi, il lago, sono curati e puliti come purtroppo non accade più in molte zone della Provincia. E molto merito va ai privati. E’ una delle zone dove si mangia meglio in assoluto, con numerosi ristoranti e agriturismo di qualità e con ben due ristoranti stellati di fama internazionale; l’eccellenza alimentare è testimoniata, oltre che da salumi e formaggi deliziosi, da prodotti come l’agnello dell’Alpago (presidio slowfood), i fagioli “mame d’Alpago”, i frutti di bosco e la trota.

Gli alpagoti hanno un vivo senso dell’ospitalità e stanno sviluppando soprattutto cultura e imprenditorialità turistica che, purtroppo, manca in altre zone della provincia, dove il turista è visto ancora come “un male necessario”.

"Paesi alti" 60 presentazioni e tante collaborazioni

Antonio G. Bortoluzzi - copertina Paesi alti

È pur vero che i libri, una volta pubblicati e se hanno fortuna, godono di vita propria e vanno nel mondo e giungono ai lettori con la semplicità e la forza delle piccole parole scritte in fila l’una di seguito all’altra.

Però queste 60 presentazioni, in 18 mesi, sono anche il frutto di collaborazioni e progetti messi in atto da librerie, enti, associazioni, amministrazioni, festival, scuole, scrittori e giornalisti che mi hanno invitato a raccontare “Paesi alti” convinti che una storia degli anni ’50, ambientata nella periferia montana, possa dire ancora qualcosa oggi, nella contemporaneità.

"Vita e morte della montagna" a 50 anni dall'alluvione del '66

Alluvione Alpago 1966

Cinquanta anni fa, il 4 novembre del 1966, avveniva la grande alluvione che colpì anche l'Alpago. In Vita e morte della montagna ho cercato di raccontarla con gli occhi del protagonista bambino Giacomo Casàl. Non esisteva ancora l'espressione bomba d'acqua a colorire i notiziari con una specie di narrazione guerresca e sensazionalistica. C'era solo la paura e la forza di persone legate alla loro terra tanto fertile quanto fragile. Pioveva da 36 ore e le prime nevi in montagna scioglievano aggravando la situazione. Tuttavia nessuno ha mai pensato alla fine del mondo, o a una rivolta del pianeta Terra contro l'uomo: il 4 novembre si sono abbandonate le case e i beni e si è cercato un luogo sicuro per alcuni giorni. Poi si è ritornati per ricominciare.

"Paesi alti", Cortina d'Ampezzo e gli anni '50

Antonio G. Bortoluzzi - copertina I Brusaz - Zangrandi

Essere stato con “Paesi alti” nella terzina finalista al Premio della montagna Cortina d’Ampezzo 2016 mi ha fatto molto piacere, anche perché mette insieme un po’ di fatti della mia storia familiare e dice qualcosa sull’origine delle storie che scrivo.

Per tutto il mondo Cortina è un luogo di ricchezza, celebrità, film, sport, vetrine, moda, vip, ma per me che ho sempre vissuto in Alpago (a 80 chilometri di distanza), Cortina è soprattutto un luogo che mi fa pensare a gente che ci va per lavorare.

Dalla metà del ‘900 i miei nonni (materno e paterno) hanno fatto i muratori nella Perla delle Dolomiti, così come mio padre con cui ho vissuto nelle baracche del cantiere edile negli anni ‘70. Mio fratello ha fatto il falegname e io stesso ho fatto l’imbianchino negli anni ’80.

"Paesi alti" per il Libro Parlato

MP3 e copertina Paesi alti

E se uno mai si chiedesse: quanto tempo si sta a leggere tutto intero e senza pause “Paesi alti”?
Ora la risposta c’è: 6 ore e 9 minuti.

E ce la dà una lettrice d’eccezione, la professoressa Annunciata Olivieri, che per il Centro Internazionale del Libro Parlato (CILP) ha registrato capitolo dopo capitolo la storia di Tonìn, di sua madre e degli abitanti del borgo montano delle Rive. La sua voce magistrale narra l'anima inquieta di Tonìn, la durezza della madre, le parole nude in dialetto bellunese dell'Alpago.

"Voci e storie d'Alpago" con i SeQueris al Giro d'Italia

Pubblico in piazza Farra d'Alpago

Io scrivo del posto dove sono nato e vivo, l’Alpago. Però non uso i nomi veri dei paesi o dei borghi e preferisco nominare i corsi d’acqua, come il torrente Tesa e il torrente Valturcana; o le montagne che chiudono la Conca verso il Cadore e il Friuli. Per questo nella trilogia della montagna (Cronache dalla valle, Vita e morte della montagna, Paesi alti) l’Alpago è nominato una sola volta; per un certo pudore a trasformare persone reali in personaggi, paesi veri in luoghi narrativi. Ma c’è un altro fatto, ed è enorme come il Monte Teverone: i paesi durano più delle singole persone, è vero, ma i monti e i corsi d’acqua durano più dei paesi.

Poi ci sono le storie che scrivo dove cerco di cucire insieme quel che passa in fretta e quel che resta più a lungo.

"Paesi alti" 45 presentazioni in un anno

Paesaggio montano e copertina Paesi alti

"Paesi alti" è uscito nell'aprile 2015 con Edizioni Biblioteca dell'Immagine di Pordenone, la Casa editrice con cui ho pubblicato in questi cinque anni. Lì ci sono persone attente ai piccoli luoghi della montagna che possono raccontare qualcosa al mondo; loro sono Paola Tantulli, Giovanni Santarossa e Massimiliano Santarossa che ringrazio perché fanno da trent'anni libri che durano nel tempo.

In compagnia di Tonìn, sua madre e la gente delle Rive ho trascorso mesi intensi, fecondi d'idee, amicizie e opportunità.

E dopo 45 incontri non mi resta che dire GRAZIE a ogni associazione, libreria, festival e sopratutto a ogni persona con cui ho parlato e che mi ha accolto. Quello che segue lo considero un patrimonio vero, fatto di uomini, donne e luoghi; un'energia rinnovabile, gratuita e preziosa per chi ama scrivere o incontrasi intorno a un libro:

"Paesi alti", nuvole basse e partenze

foto Valdenogher Alpago BL

Qualche giorno fa ho voluto andare incontro alla neve e come spesso mi capita cercando una cosa ne trovo un’altra. Salendo a Valdenogher (Tambre, Belluno) ho visto alle mie spalle un mare bianco che copriva tutta la Valturcana. Mi sono fermato a osservare la distesa di nuvole che sembrava avesse cancellato i luoghi dove sono ambientate le storie che scrivo. C'era solo un'isola di alberi in mezzo al bianco, la località Malòlt, il resto era sparito.

"Paesi alti" al convegno mu.ri Expo Venezia

Paesi alti convegno mu.ri

Marghera, Venezia 28.10.15. “I territori dell’acqua e il cibo della conoscenza”.

Sono stato ospite con "Paesi alti", "Vita e morte della montagna" e "Cronache dalla valle" del convegno organizzato dal Museo diffuso dell’ingegneria (mu.ri) e invitato a parlare sul tema "Modernità e montagna, la geografia della memoria nelle piccole comunità". Qui alcune brevissime considerazioni su paesaggio e montagna cui seguirà, a cura del Museo diffuso, la pubblicazione degli atti.

IL PAESAGGIO

- Nei miei libri ci sono pochi nomi di paesi. Ci sono torrenti e montagne perché i corsi d’acqua durano più a lungo dei borghi e dei paesi e i paesi durano più delle singole persone.

- Accanto al paesaggio naturale, alle costruzioni umane, alle tradizioni popolari, alla lingua, a eventi piccoli e grandi che l’hanno segnato, un territorio è anche la rappresentazione che ne viene data. È qualcosa che si fa dopo, quando per esempio ripensiamo a certe persone che abbiamo conosciuto, a una certa estate, a quell’inverno, alla trincea sulla Tofana nei ricordi di un vecchio zio, a certi lavori nel bosco del Cansiglio o lungo il Piave.

30 presentazioni in 6 mesi per "Paesi alti"

Locandina 30a presentazione Paesi alti

Venerdì 30 ottobre abbiamo festeggiato la trentesima presentazione di PAESI ALTI a Calvene (VI), ai piedi dell’Altopiano di Asiago ospiti della rassegna “Senza orario senza bandiera”. Siamo stati al Trento Film Festival, al Circolo dei lettori di Torino, al Carta Carbone di Treviso, al convegno a Expo Venezia, a Serravalle Letteratura, a Venetonarra... e tantissimi altri bei bei posti in compagnia di persone che amano la loro terra e vogliono fare qualcosa, con i libri, per essa.

Si è discusso in questi giorni se le presentazioni dei libri servano e a chi: all'ego dell'autore? alle casse della casa editrice? al libraio? Si ipotizza che siano perfino nocive al Grande Libro Puro.

Io penso alle persone che mi hanno invitato in questi mesi, come a Calvene, Vicenza, dove le ragazze del comitato per la Biblioteca hanno ridipinto le pareti, catalogato i libri e aperto un luogo perché le persone si incontrassero. Certo, i libri. Ma anche le persone.

E da un piccolo paese, com’è giusto che sia per chi scrive delle periferie montane, un GRAZIE a tutti per l’attenzione, i tanti inviti, l’entusiasmo.

Il viaggio di Paesi alti continua!