"Paesi alti" 60 presentazioni e tante collaborazioni

Antonio G. Bortoluzzi - Copertina Paesi alti

È pur vero che i libri, una volta pubblicati e se hanno fortuna, godono di vita propria e vanno nel mondo e giungono ai lettori con la semplicità e la forza delle piccole parole scritte in fila l’una di seguito all’altra.

Però queste 60 presentazioni, in 18 mesi, sono anche il frutto di collaborazioni e progetti messi in atto da librerie, enti, associazioni, amministrazioni, festival, scuole, scrittori e giornalisti che mi hanno invitato a raccontare “Paesi alti” convinti che una storia degli anni ’50, ambientata nella periferia montana, possa dire ancora qualcosa oggi, nella contemporaneità.

Li ringrazio perché hanno sempre fatto il meglio e sempre le situazioni sono state liete e intense e ho potuto raccontare gli anni ’50, dove in molte zone d’Italia era possibile la coesistenza di voglia di modernità (strade, scuole, sanità) con il rispetto per un sapere antico che aveva nel rapporto con la terra e gli animali gli elementi solidi dell’appartenenza alla cultura contadina. Ho raccontato questo insieme a persone che hanno condiviso con me il palco, la piazza, la saletta, l’aula, la stanza. Hanno colorato con la loro voce, con la loro musica e con le immagini le parole di “Paesi alti” rendendo la storia di Tonìn e della sua gente più vivida e vera. Loro sono:

- Marco Anzovino, cantautore;

- Ruggero Burigo, chitarrista;

- Valentina De March, cantante;

- Marco De Martin, attore;

- Ermanno Fagherazzi, musicista;

- Paolo Grasso, fotografo;

- Massimiliano Grotto, pianista;

- Alberto Mambrini, musicista;

- Alfredo Piccolo, fotografo naturalista;

- Simone Saviane, sassofonista;

- Teresa Tibolla, Sheila De Battista, Lucia Dal Borgo, Roberta Tollot, Silvia Fagherazzi e Stefania Slaviero attrici del Gruppo teatrale Sequeris;

- Annunciata Olivieri, Silvana Vignaga, Anna Novelli, Rosa Lusa, Elena Tormen e Lino Vigna lettrici e lettore.

Con queste persone gentili e di talento ho condiviso la strada, l’attesa, il momento in cui cala il silenzio, l’applauso e il ritorno. Tonìn non si è mai sentito solo in questo anno e mezzo.
Grazie a tutte e a tutti, alla prossima!